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    Crimea in stato d’emergenza: blackout e disagi dopo i raid ucraini

    Le autorità della Crimea hanno ufficialmente dichiarato lo stato d’emergenza in risposta ai pesanti attacchi ucraini che hanno colpito le infrastrutture della regione nelle ultime settimane. Questa decisione, comunicata dal governatore Serghei Aksyonov, è stata presa per affrontare le gravi conseguenze economiche e sociali degli attacchi, come riportato dall’agenzia Tass.

    Negli ultimi giorni, la Crimea ha già visto l’introduzione di restrizioni sulla vendita di carburante ai privati, a causa delle difficoltà di approvvigionamento legate ai raid contro le raffinerie russe. Inoltre, si sono verificate interruzioni nella fornitura elettrica, costringendo le autorità a invitare la popolazione a limitare i consumi mentre i tecnici lavorano al ripristino della rete elettrica.

    Il governatore di Sebastopoli, Mikhail Razvozhayev, ha comunicato tramite un messaggio video su Telegram che lo stato d’emergenza rimarrà in vigore fino a quando la situazione non migliorerà. Tra gli effetti immediati della crisi, si segnalano problemi alla pressione dell’acqua in alcune zone e la sospensione del traffico passeggeri marittimo nella baia di Sebastopoli.

    Inoltre, sono state imposte restrizioni sul ponte di Kerch, con code che superano i 2.000 veicoli e tempi di attraversamento che possono arrivare fino a cinque ore. Il traffico ferroviario tra Crimea e Russia è stato ridotto da 14 a 7 collegamenti giornalieri per un periodo di due settimane, con le linee attive deviate verso la stazione Kerch-Yuzhnaya. Gli spostamenti interni sono garantiti tramite autobus organizzati.

    Recenti attacchi con droni, attribuiti all’Ucraina, hanno preso di mira mezzi militari e autocisterne dirette verso la Crimea, aggravando ulteriormente la carenza di carburante. In risposta, Mosca ha limitato il transito di carichi pericolosi, come il carburante, ricorrendo a rotte terrestri settentrionali. Secondo le forze armate ucraine, questa campagna di attacchi potrebbe costringere la Russia a riconsiderare l’uso del ponte di Kerch anche per scopi militari.

    Le autorità locali hanno spiegato che la dichiarazione dello stato d’emergenza è necessaria per semplificare la gestione delle richieste di risarcimento per danni materiali e per ridurre l’impatto delle interruzioni energetiche sulle attività produttive. L’impatto economico è già evidente, in particolare nel settore turistico, con il quotidiano Kommersant che riporta un crollo delle prenotazioni alberghiere e un aumento delle cancellazioni di circa l’88% rispetto allo scorso anno.