Tag: Economia

  • Inflazione negli Stati Uniti: il tasso core raggiunge il 3,4% a maggio

    Inflazione negli Stati Uniti: il tasso core raggiunge il 3,4% a maggio

    Il tasso di inflazione core negli Stati Uniti ha raggiunto il 3,4% a maggio 2026, segnando il livello più alto dal 2023. Questo dato, che esclude i prezzi di cibo ed energia, è in linea con le aspettative degli analisti e rafforza il discorso rigoroso della Federal Reserve riguardo all’inflazione.

    Secondo il rapporto del Dipartimento del Commercio, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) ha mostrato un incremento annuale del 4,1%, il più alto dal mese di aprile 2023. Su base mensile, l’indice PCE è aumentato dello 0,4%, con una lettura annuale che corrisponde alle previsioni, ma una lettura mensile inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto alle attese.

    La Federal Reserve considera sia il tasso headline che quello core, ma tende a ritenere il secondo come un indicatore più affidabile delle tendenze a lungo termine. Quest’anno, l’inflazione è stata principalmente influenzata dall’aumento dei prezzi dell’energia, in gran parte a causa della guerra in Iran, che ha avuto ripercussioni su altri settori dell’economia.

    Nonostante l’elevato tasso di inflazione, la spesa dei consumatori ha mostrato segni di resilienza. Le spese per consumi personali sono aumentate dello 0,7% a maggio, superando le previsioni di 0,1 punti percentuali e risultando superiori al tasso di inflazione. Anche il reddito personale ha registrato un incremento dello 0,7%, ben al di sopra della previsione del 0,4%. Il tasso di risparmio personale è salito al 3%.

    Questi dati arrivano dopo un discorso del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che ha sottolineato l’importanza della stabilità dei prezzi. Warsh ha affermato che il Comitato Federale di Mercato Aperto si impegnerà a garantire la stabilità dei prezzi, dopo aver mancato l’obiettivo di inflazione del 2% per cinque anni consecutivi. Inoltre, i funzionari della Fed hanno rimosso indicazioni su possibili tagli dei tassi, suggerendo invece la possibilità di un aumento.

    Il contesto inflazionistico, tuttavia, si complica. I funzionari della Fed tendono a ignorare i picchi di prezzo causati da fattori esterni come l’energia, ma ci sono crescenti preoccupazioni che gli aumenti dei prezzi stiano diventando più diffusi e siano influenzati anche da dazi commerciali.

    Altri dati recenti indicano che l’economia statunitense si trova in una posizione relativamente forte. Il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato a un tasso annualizzato del 2,1% nel primo trimestre, superando le previsioni di crescita dell’1,7%. Questo incremento è stato in parte attribuito a una revisione al ribasso delle importazioni, che influiscono negativamente sul PIL.

    Inoltre, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 215.000 per la settimana conclusasi il 20 giugno, in calo di 12.000 rispetto alla settimana precedente e migliore della stima di 223.000.

  • L’Italia riceve 12,8 miliardi dalla Commissione Europea: il PNRR avanza

    L’Italia riceve 12,8 miliardi dalla Commissione Europea: il PNRR avanza

    Il 5 giugno 2026, l’Italia ha ricevuto dalla Commissione Europea il pagamento della nona e penultima rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ammontante a 12,8 miliardi di euro. Questa somma è stata erogata a seguito di una valutazione positiva effettuata il 29 aprile scorso, che ha confermato il raggiungimento di 50 obiettivi, suddivisi in 34 target e 16 milestone. Questi traguardi comprendono riforme e investimenti strategici volti a sostenere la crescita economica e sociale del Paese, come comunicato da Palazzo Chigi.

    Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha sottolineato che il pagamento della penultima rata porta a 166 miliardi di euro l’ammontare totale delle risorse ricevute dall’Italia. Questo risultato certifica il raggiungimento del 100% degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target, corrispondenti a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano. L’Italia, come evidenziato dal Vice DG ECFIN della Commissione europea, Declan Costello, è oggi la Nazione con il miglior tasso di attuazione del PNRR in Europa, diventando un modello virtuoso per gli altri Stati membri.

    Tra le riforme incluse in questa nona rata, si evidenziano l’attuazione del programma GOL e l’adozione del rapporto finale del Piano di audit, uno strumento strategico per migliorare i risultati nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, che ora liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni.

    Numerosi investimenti accompagnano queste riforme, tra cui:

    • Implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base;
    • Estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone;
    • Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie;
    • Riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti;
    • Rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con 3.800 nuovi veicoli;
    • Attuazione del programma GOL, raggiungendo 3 milioni di beneficiari e formando 600.000 persone;
    • Rafforzamento di 326 Centri per l’impiego;
    • Supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno;
    • Digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari;
    • Formazione in competenze digitali per 8.300 volontari e 650.000 dirigenti scolastici e docenti;
    • Riconoscimento del credito d’imposta e fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche;
    • Riqualificazione di 100 parchi e giardini storici.

    In aggiunta, sono previsti obiettivi intermedi riguardanti investimenti strategici, come l’attivazione del Fondo Nazionale di Connettività e del Fondo Rotativo Contratti di Filiera. Il Governo Meloni, insieme a tutti gli Enti e le Istituzioni preposte, sta lavorando intensamente per raggiungere gli ultimi obiettivi del PNRR, in vista della richiesta di pagamento della decima e ultima rata.

    “L’Italia ha incassato la nona e penultima rata del PNRR: 12,8 miliardi di euro. Un altro risultato concreto che conferma una verità semplice: sull’attuazione del Piano, l’Italia è oggi davanti a tutti in Europa. Proseguiamo su questa strada, trasformando risorse in obiettivi raggiunti e risultati concreti per cittadini, imprese e territori”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

  • Invitalia lancia il Fondo di Partecipazione R&I: opportunità di investimento per il Mezzogiorno

    Invitalia lancia il Fondo di Partecipazione R&I: opportunità di investimento per il Mezzogiorno

    Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), in collaborazione con Invitalia, ha annunciato l’apertura della selezione per operatori finanziari destinati alla gestione di fondi dedicati agli investimenti nel Mezzogiorno. Questo fondo, noto come Fondo di Partecipazione R&I, mira a stimolare lo sviluppo economico e l’innovazione nelle regioni meridionali d’Italia.

    La selezione è aperta a intermediari regolati e vigilati, i quali dovranno effettuare investimenti in equity, quasi equity e prestiti. Gli investimenti saranno destinati a startup, in particolare quelle in fase seed, e a piccole e medie imprese (PMI), nonché a grandi aziende situate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le candidature dovranno essere presentate entro il 20 luglio.

    L’iniziativa si propone di sostenere progetti di ricerca applicata e trasferimento tecnologico, oltre a promuovere lo sviluppo di tecnologie innovative strategiche. L’obiettivo è favorire la creazione di soluzioni avanzate che siano vicine al mercato e abbiano un impatto tangibile sul sistema produttivo del Sud Italia.

    Il Fondo di Partecipazione R&I dispone di risorse complessive pari a circa 219 milioni di euro. Ogni operatore finanziario selezionato sarà responsabile della gestione di un minimo di 30 milioni di euro, a cui dovrà affiancare, per ogni operazione di investimento, almeno il 30% di risorse private.

    Gli operatori finanziari selezionati avranno il compito di gestire tutte le fasi del processo, dalla promozione del fondo alla valutazione dei progetti, fino al monitoraggio e alla valorizzazione degli investimenti. Tra i criteri principali di valutazione ci sono la qualità dei progetti, la sostenibilità economica e la coerenza con gli obiettivi del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (PN RIC).

    Questa iniziativa rappresenta un’importante opportunità per il Mezzogiorno, contribuendo a rafforzare il tessuto imprenditoriale e a stimolare l’innovazione nelle aree meno sviluppate del paese.

  • Crescita del Pil Italiano: Previsioni Istat per il 2026 e 2027

    Crescita del Pil Italiano: Previsioni Istat per il 2026 e 2027

    Secondo le ultime previsioni dell’Istat, il Prodotto Interno Lordo (Pil) italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2026 che nel 2027, dopo un incremento dello 0,5% nel 2025. Questa crescita sarà interamente sostenuta dalla domanda interna, che contribuirà rispettivamente con +0,9 e +0,5 punti percentuali. Tuttavia, la domanda estera netta avrà un impatto negativo nel 2026, con una contrazione di -0,2 punti percentuali, influenzata dagli effetti del conflitto in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi energetici. Per il 2027, non si prevedono effetti significativi dalla domanda estera.

    Nel dettaglio, l’Istat segnala che i consumi delle famiglie e delle Istituzioni senza scopo di lucro (ISP) subiranno una decelerazione nel 2026, con un aumento previsto del +0,6%, in calo rispetto al +1,1% del 2025. Questo rallentamento è attribuibile all’attenuazione della crescita delle retribuzioni pro capite e all’aumento dell’inflazione. Tuttavia, nel 2027 si prevede una leggera accelerazione della crescita dei consumi, che raggiungerà il +0,7%.

    Per quanto riguarda gli investimenti fissi lordi, questi continueranno a crescere, ma con intensità variabile nei due anni. Nel 2026, si prevede un aumento del +2,2%, sostenuto dagli interventi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tuttavia, nel 2027 si stima una significativa decelerazione, con una crescita media d’anno del +0,5%, a causa di condizioni di finanziamento meno favorevoli e del ridimensionamento degli stimoli pubblici, in base alla normativa vigente.

    L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro (ULA), mostrerà nel 2026 un rallentamento della crescita, con un incremento previsto del +0,7%, rispetto al +1,3% del 2025. Il tasso di disoccupazione è atteso in ulteriore calo, passando dal 6,1% del 2025 al 5,5% nel 2026. Per il 2027, si prevede una decelerazione delle ULA (+0,4%) e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione.

    Infine, l’andamento dei prezzi delle materie prime influenzerà l’inflazione, che è attesa in forte risalita nel corso del 2026. Il deflatore della spesa delle famiglie si attesterà in media d’anno al 2,9%, per poi ridursi al 2% nel 2027, grazie alla normalizzazione delle tensioni internazionali.

  • Il Pil dell’Eurozona scende dello 0,2% nel primo trimestre del 2026

    Il Pil dell’Eurozona scende dello 0,2% nel primo trimestre del 2026

    Secondo i dati pubblicati da Eurostat, il Prodotto Interno Lordo (Pil) dell’area euro ha registrato una diminuzione dello 0,2% nel primo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente. Questa revisione al ribasso è in contrasto con le aspettative del consensus, che prevedeva una stabilità con un incremento dello 0,1%. Anche nell’Unione Europea, il Pil ha mostrato un calo dello 0,1%.

    Nel quarto trimestre del 2025, il Pil aveva evidenziato un aumento dello 0,2% in entrambe le aree, segnalando un significativo rallentamento dell’attività economica. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil destagionalizzato ha mostrato un incremento dello 0,3% nell’area euro e dello 0,7% nell’Unione Europea. Questo rappresenta un notevole abbassamento rispetto ai tassi di crescita del quarto trimestre del 2025, quando l’area euro aveva registrato un +1,2% e l’Unione Europea un +1,4%.

    In contrasto con la situazione europea, gli Stati Uniti hanno visto un aumento del Pil dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, dopo un incremento dello 0,1% nel quarto trimestre del 2025. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil americano è aumentato del 2,6%, rispetto al 2% del trimestre precedente.

    Tra i paesi dell’Eurozona, la Danimarca ha registrato l’aumento maggiore nel primo trimestre del 2026, con un +1,9% rispetto al trimestre precedente. Seguono Estonia e Malta, entrambe con un +1,1%. Tuttavia, si sono verificati cali significativi in Irlanda (-12,1%), il cui Pil è soggetto a fluttuazioni a causa della presenza di multinazionali, oltre a diminuzioni in Lituania (-0,3%), Svezia (-0,2%) e Francia (-0,1%).

    Analizzando i fattori che hanno influenzato la crescita del Pil nell’area euro, si evidenzia che la spesa per consumi finali delle famiglie ha avuto un impatto positivo, contribuendo con +0,1 punti percentuali sia per l’area euro che per l’Unione Europea. Anche la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche ha avuto un effetto positivo, con un contributo simile. Tuttavia, la formazione lorda di capitale fisso ha mostrato un risultato negativo, con un impatto di -0,1 punti percentuali per entrambe le aree. La variazione delle scorte ha avuto un effetto negativo per l’area euro (-0,1 punti percentuali) e trascurabile per l’Unione Europea, mentre le esportazioni meno importazioni hanno contribuito negativamente sia per l’area euro (-0,3 punti percentuali) che per l’Unione Europea (-0,2 punti percentuali).

  • Axpo e e-STORAGE avviano un innovativo progetto di battery storage in Calabria

    Axpo e e-STORAGE avviano un innovativo progetto di battery storage in Calabria

    Axpo, azienda leader nel settore energetico, ha annunciato una collaborazione con e-STORAGE, controllata di Canadian Solar Inc., per sviluppare un sistema di battery storage (BESS) da 8MW/40 nel sud Italia. La costruzione del progetto, che sorgerà presso la Centrale a ciclo combinato di Rizziconi, in Calabria, è prevista per la fine del 2026, con l’inizio della distribuzione di energia elettrica alla rete atteso per il 2028.

    Questo sistema di accumulo sarà fondamentale per immagazzinare l’eccedenza di energia prodotta da fonti fotovoltaiche, permettendo di distribuirla nei momenti di maggiore richiesta e alleviando il carico sulla rete elettrica calabrese. Il progetto rappresenta l’inizio di una collaborazione più ampia tra Axpo ed e-STORAGE a livello europeo, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e sostenere la transizione verso fonti rinnovabili.

    Il sistema di battery storage sarà installato presso l’attuale centrale a gas a ciclo combinato di Axpo a Rizziconi, sfruttando la sua interconnessione consolidata con la rete per offrire flessibilità e servizi di bilanciamento. Saranno rispettati rigorosamente gli standard di sicurezza BESS e i protocolli di affidabilità operativa, garantendo un’integrazione fluida con le operazioni di rete e termiche.

    In base all’accordo, e-STORAGE fornirà una soluzione completa che combina nove blocchi di batterie SolBank 3.0, sistemi di conversione dell’energia (PCS) e un sistema di gestione energetica proprietario, EQ-S, tutto coordinato sotto un unico partner. Questo approccio integrato mira a massimizzare l’efficienza e la reattività del sistema energetico locale.

    Frank Amend, responsabile dei Sistemi di Batterie e Ibridi di Axpo Group, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di iniziare la costruzione del nostro primo progetto BESS in Italia. Questo rappresenta un passo significativo nella nostra strategia di rafforzamento della flessibilità della rete e nella promozione della transizione energetica in Europa. La collaborazione con e-STORAGE è un elemento chiave di questo progetto.”

    Salvatore Pinto, Presidente di Axpo Italia, ha commentato: “La Centrale a ciclo combinato di Rizziconi è un esempio di innovazione in efficienza e sicurezza energetica. Questo progetto, che si inserisce in una visione orientata al sostegno delle rinnovabili, ne accresce centralità e rilevanza.”

    Simone Demarchi, Amministratore Delegato di Axpo Italia, ha aggiunto: “L’espansione della capacità rinnovabile in Italia richiede una diffusione capillare di sistemi di stoccaggio. Questo investimento rappresenta un passo importante per il Gruppo Axpo nel nostro Paese.”

    Jeff Roy, Presidente di e-STORAGE, ha affermato: “Entrare in uno dei mercati più dinamici d’Europa per lo storage con un progetto integrato come questo dimostra l’efficacia della nostra tecnologia nell’adattarsi alle esigenze della rete. Siamo lieti di collaborare con Axpo in Italia.”

    Il progetto di Rizziconi si propone di affrontare le specifiche sfide del sud Italia, dove la produzione solare supera frequentemente la capacità di assorbimento della rete entro mezzogiorno. Le batterie immagazzineranno l’energia in eccesso per poi rilasciarla quando necessario, gestendo così un contesto energetico complesso. La Calabria ha storicamente affrontato costi energetici più elevati e una connettività di rete più debole rispetto al nord Italia, rendendo la flessibilità locale particolarmente preziosa.

    Questo è il primo progetto di e-STORAGE in Italia e rappresenta un ulteriore passo nella sua espansione in Europa. Le celle per batterie e i sistemi SolBank 3.0, con capacità da 5 MWh, saranno sviluppati e prodotti negli stabilimenti della società madre Canadian Solar.