Il concorso per l’accesso alla magistratura ordinaria, che si svolge in questi giorni a Roma, è al centro di un’inchiesta dopo che alcuni candidati hanno rilasciato dichiarazioni riguardo a una presunta conoscenza e circolazione delle tracce d’esame. Il presidente del concorso ha comunicato che gli atti relativi a queste dichiarazioni sono stati trasmessi alla Procura di Roma per ulteriori accertamenti.
Al momento, non ci sono prove definitive che possano confermare le affermazioni dei candidati, ma la situazione ha generato preoccupazione tra le migliaia di partecipanti. Il concorso, che prevede l’assegnazione di 450 posti, consiste in tre prove scritte — diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo — seguite da un esame orale su diverse materie. Le prove si sono svolte presso la Fiera di Roma nei giorni 24, 25 e 26 giugno 2026, con le prime due giornate che si sono svolte senza particolari segnalazioni. Tuttavia, l’episodio contestato è emerso durante la prova di diritto amministrativo del terzo giorno.
L’integrità delle prove di selezione è fondamentale per garantire l’accesso alla funzione giudiziaria. Qualsiasi irregolarità nella gestione o nella diffusione delle tracce d’esame può configurare reato e portare all’annullamento delle prove o alla riedizione del concorso. In passato, si sono verificati episodi simili che hanno portato a indagini e provvedimenti disciplinari. Ad esempio, nel concorso del 2021, un membro della commissione fu accusato di collusione con un candidato, il che portò all’annullamento dell’elaborato del candidato e a provvedimenti legali nei confronti degli implicati.
La situazione attuale ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sull’affidabilità del processo di selezione, con i candidati che attendono sviluppi e chiarimenti da parte delle autorità competenti. La Procura di Roma ha avviato le indagini per fare luce su quanto accaduto e garantire che il concorso si svolga in modo equo e regolare.
