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  • Mattarella celebra gli 80 anni della Costituzione: un faro di libertà e democrazia

    Mattarella celebra gli 80 anni della Costituzione: un faro di libertà e democrazia

    Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha celebrato a Montecitorio la prima seduta dell’Assemblea costituente, un evento che segna un’importante tappa nella storia della Repubblica italiana. Durante il suo intervento, Mattarella ha sottolineato il significato di questo momento, ricordando il sacrificio di molti italiani, tra cui la Brigata ebraica, che contribuì alla Liberazione del Paese.

    “Frutto di un prezzo alto, la Brigata ebraica partecipò alla Liberazione dell’Italia”, ha dichiarato Mattarella, ricevendo una standing ovation quando ha menzionato la “memoria di martiri assassinati dal fascismo”, tra cui figure emblematiche come Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci e i fratelli Rosselli.

    Il presidente ha espresso gratitudine ai presidenti delle Camere per aver reso omaggio a coloro che, nell’Assemblea costituente, hanno dato forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, dopo il referendum che ha scelto la Repubblica come ordinamento dello Stato. “Furono capaci di garantirne l’indipendenza”, ha sottolineato.

    Mattarella ha inoltre ricordato il percorso difficile che ha portato all’elezione dell’Assemblea costituente il 2 giugno 1946. “Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra”, ha spiegato, rendendo omaggio al sacrificio dei partigiani e delle popolazioni oppresse.

    Il presidente ha evidenziato come la Costituente sia stata un’assemblea sovrana, senza il tributo di una spartizione del governo da parte delle potenze alleate, come accaduto in altri Paesi. Ha messo in luce il ruolo di una classe dirigente non compromessa con il regime fascista, capace di assumere la responsabilità della transizione verso la democrazia.

    Mattarella ha richiamato alla memoria il contrasto tra la vecchia classe dirigente monarchica e un’Italia che stava cambiando. Il Governo delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi, aveva già avviato nel 1944 la ‘Costituzione provvisoria’, aprendo la strada a una nuova istituzione democratica. “Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto”, ha aggiunto.

    Il voto del 2 e 3 giugno 1946 ha segnato la transizione definitiva da monarchia a repubblica. “Sarebbe stato Alcide De Gasperi, ultimo presidente del Consiglio del Regno e primo della Repubblica, a riassumere la sfida che ci attendeva, dicendo: ‘Un immenso lavoro ricostruttivo abbiamo davanti a noi. La salita è faticosa. Diamoci la mano, uomini di buona volontà’”, ha ricordato Mattarella.

    Concludendo il suo intervento, il presidente ha esortato a mantenere viva la Repubblica e la Costituzione, sottolineando che quest’ultima è il frutto di un’assemblea di donne e uomini liberi, simbolo di libertà e democrazia per il popolo italiano.