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  • Dimissioni dell’AD di Ferrovie dello Stato e la situazione dei treni in Italia

    Dimissioni dell’AD di Ferrovie dello Stato e la situazione dei treni in Italia

    Dimissioni dell’AD di Ferrovie dello Stato e la situazione dei treni in Italia

    Stefano Antonio Donnarumma ha rassegnato le dimissioni dalla guida di Ferrovie dello Stato (FS), un cambiamento che arriva in un contesto di tensioni politiche e manageriali. La decisione di Donnarumma, che ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato dal giugno 2024, è stata annunciata mentre il governo e la dirigenza di FS si trovano in disaccordo su vari temi, inclusa la gestione post-Pnrr e l’acquisizione di Pizzarotti. Al suo posto, è previsto l’arrivo di Gianpiero Strisciuglio, attuale AD di Trenitalia, che ha 50 anni.

    Il ministero dei Trasporti ha espresso gratitudine a Donnarumma per il suo operato, sottolineando che la conclusione anticipata del suo mandato è stata concordata per avviare una “fase due” dell’azienda. Il ministro ha anche accennato a future ambizioni di Donnarumma.

    Ritardi e problematiche operative

    La situazione operativa delle ferrovie italiane è preoccupante. Secondo un dossier di monitoraggio, nel 2026, il 65% delle 43.389 corse analizzate è arrivato in ritardo, un leggero miglioramento rispetto al 66% del 2025, ma con un ritardo complessivo accumulato di 295 giorni. I dati rivelano che 3.752 treni hanno registrato ritardi superiori a mezz’ora e 1.357 corse hanno subito ritardi oltre i 60 minuti.

    Tra i vari tipi di treni, i Frecciarossa hanno mostrato ritardi nel 65,4% delle 39.939 corse monitorate, mentre i Frecciabianca e i Frecciargento hanno registrato rispettivamente il 64,6% e il 57,6% di ritardi. Tra le tratte più problematiche figurano Milano-Bari, Reggio Calabria-Milano e Lecce-Milano Centrale, tutte con percentuali significative di ritardi.

    Investimenti e cantieri in corso

    Rete Ferroviaria Italiana ha stanziato 11,6 miliardi di euro per il 2025, con circa 1.300 cantieri attivi quotidianamente per manutenzione e investimenti, un aumento del 49% rispetto al 2023. Il 63% di questi investimenti è destinato a grandi opere strategiche, sostenute dai 25 miliardi del Pnrr. Tuttavia, questi lavori generano circa 272.000 interruzioni annue, con chiusure significative previste per l’estate, come l’interruzione della linea Milano-Venezia e il blocco della Milano-Genova per lavori sul Ponte Po.

    Incidenti e atti dolosi

    Oltre ai ritardi, il servizio ferroviario italiano deve affrontare anche incidenti e atti dolosi. Sono stati segnalati casi di convogli bloccati con passeggeri senza aria condizionata e, nel febbraio 2026, si sono verificati due attentati che hanno colpito l’Alta Velocità a Bologna, causando danni ai cavi e un incendio doloso a una cabina elettrica a Pesaro. Questi eventi hanno aggravato ulteriormente i blocchi del traffico ferroviario.

    In conclusione, la situazione delle Ferrovie dello Stato e dei servizi ferroviari in Italia richiede un’attenzione urgente, sia a livello politico che operativo, per garantire un miglioramento dei servizi e la sicurezza dei passeggeri.