In Breve
- Quali sono le principali misure del Piano Aria del Piemonte?
- Il piano prevede di non bloccare i veicoli Euro 5 e introduce misure alternative come incentivi per biocarburanti e fluidificazione del traffico.
- Qual è l'importo totale degli investimenti previsti?
- Sono previsti investimenti di circa 100 milioni di euro nel biennio 2026-2027.
- Quali città sono maggiormente coinvolte dalle misure?
- Le città di Torino e Novara sono le principali interessate dal Piano.
Il Consiglio regionale del Piemonte ha recentemente approvato un Piano per la qualità dell’aria che segna un cambio di rotta significativo nella gestione dell’inquinamento atmosferico. A partire dal prossimo autunno, non sarà imposto il blocco dei veicoli Euro 5, una misura che avrebbe colpito in particolare le città di Torino e Novara, le uniche con oltre 100mila abitanti coinvolte dall’obbligo previsto dal decreto legge 73/2025.
Il piano prevede un investimento di 50 milioni di euro nel biennio 2026-2027, cifra che sale a circa 100 milioni se si considerano anche gli interventi per l’agricoltura e il riscaldamento. Già entro la settimana, verrà aperta una misura finanziata con 30 milioni di euro di fondi europei (FESR) per la rigenerazione urbana in tutti i Comuni piemontesi, finalizzata alla riduzione degli inquinanti atmosferici.
Tra le novità più interessanti, vi è l’introduzione di una “Tessera del biocarburante” per i residenti di Torino e Novara, che offrirà incentivi per l’uso di biocarburanti come l’HVO per le auto diesel. Saranno messi a disposizione 7 milioni di euro all’anno per un biennio, estesi anche ad alcune autovetture Euro 6 (fino a 6d-TEMP).
Il piano include anche misure per fluidificare il traffico, con un investimento di 12 milioni di euro per installare sensori in aree ad alta densità di traffico. Questi sensori utilizzeranno un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale per monitorare il traffico e intervenire su circa settanta incroci tra Torino e comuni limitrofi, con l’obiettivo di ridurre code e ingorghi del 30%.
In aggiunta, la Regione finanzierà fino al 90% le velostazioni e promuoverà un bando “Bike to work” con un sistema di cashback. Altre misure per i Comuni includono la depavimentazione stradale, la creazione di piste ciclabili, la forestazione urbana e l’istituzione di Zone 30.
Il piano prevede anche soluzioni innovative, come la nebulizzazione con cannon fog per abbattere le concentrazioni di polveri sottili, l’aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate e l’uso di vernici fotocatalitiche per disgregare gli inquinanti. La Regione presenta queste iniziative come un approccio alternativo al blocco dei veicoli Euro 5, considerando che sul territorio sono oltre 160mila i veicoli Euro 5 tra Torino e Novara, rispetto a 307mila veicoli complessivamente circolanti.
Tuttavia, l’approvazione del piano ha suscitato reazioni critiche da parte dell’opposizione e di associazioni ambientaliste. Il rapporto Mal’Aria 2026 evidenzia che il Piemonte è tra i territori più critici della Pianura Padana, con centraline che registrano già valori superiori ai limiti fissati per il 2030. In particolare, Chieri, Mondovì, Cavallermaggiore, Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Domodossola sono citati per le elevate medie annuali di PM10 e PM2.5 e, in alcuni casi, per i livelli di NO2, indicativi dell’impatto del traffico e del riscaldamento domestico.
Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha definito l’esito del voto “un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte”. L’assessore all’Ambiente ha sottolineato di aver lavorato con un gruppo di esperti per un anno per individuare misure alternative in grado di fornire effetti misurabili e certificabili, definendo l’approccio “innovativo” e orientato alla mobilità nel suo complesso.
