In Breve
- Quali sono i fattori che hanno causato l'aumento dei prezzi dell'elettricità?
- I fattori includono la scarsità di offerta di gas, l'aumento della domanda dovuto alle alte temperature e le limitazioni alla produzione in Europa.
- Qual è stato il prezzo massimo dell'elettricità registrato di recente?
- Il prezzo spot ha raggiunto 207,8 € per MWh il 5 agosto 2026.
- Come sta influenzando la situazione climatica la produzione di energia?
- Le alte temperature e la carenza d'acqua stanno limitando la produzione di energia nucleare e idroelettrica in diversi Paesi.
Il 6 agosto 2026, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha annunciato un potenziamento dell’Unità di Vigilanza sul mercato elettrico, a seguito di un significativo aumento dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Questa decisione è stata motivata da una serie di fattori, tra cui la persistente scarsità di offerta di gas sui mercati internazionali, l’aumento della domanda dovuto alle elevate temperature e le limitazioni alla produzione in vari Paesi europei causate da condizioni climatiche eccezionali.
Il prezzo spot dell’elettricità ha raggiunto i 207,8 € per megawattora (MWh) il 5 agosto, con valori già elevati all’inizio della settimana (197,7 € per MWh il 3 agosto). Questi prezzi sono nettamente superiori alla media mensile di luglio, che si attestava a 157 € per MWh, e ai livelli dei mesi precedenti: 133 € a giugno, 119 € a maggio e aprile, 143 € a marzo, 114 € a febbraio e 132 € a gennaio. Sebbene il valore medio giornaliero sia sceso a 198,3 € per MWh il 6 agosto e a 184,2 € per MWh il 7 agosto, tali livelli non si vedevano dal gennaio 2023, quando il prezzo era di 204 € per MWh il 23 gennaio.
Negli ultimi tre anni e mezzo, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) giornaliero è rimasto sotto i valori attuali, ad eccezione del picco di 192,8 € per MWh del 20 gennaio 2025. Sul fronte del gas, a fine luglio il TTF di Amsterdam ha superato i 60 € per MWh, un livello non raggiunto dallo scorso marzo, influenzato dai blocchi nello Stretto di Hormuz che hanno ridotto i flussi di gas naturale liquefatto via nave; successivamente, il valore è sceso a 57 € per MWh.
Le elevate temperature hanno spinto i consumi elettrici, con rilevazioni di Terna che indicano un picco di 57,4 GW il 29 giugno e di 58,1 GW il 15 luglio, stabilendo record annuali. Il massimo storico giornaliero rimane di 60,5 GW, registrato nel 2015. Riferimenti recenti includono 58,87 GW il 19 luglio 2023, 56,98 GW il 28 luglio 2024 e 55,54 GW il 2 luglio 2025. Nella prima settimana di agosto, il picco è stato intorno ai 54 GW; con l’inizio delle ferie e le chiusure aziendali, si prevede una diminuzione della domanda, che tende a escludere dalla formazione del prezzo gli impianti a gas meno efficienti e più costosi.
Per quanto riguarda la produzione, in Francia il nucleare sta affrontando limitazioni a causa della carenza d’acqua e delle alte temperature che ostacolano il raffreddamento dei reattori. Inoltre, il basso livello del Danubio ha costretto a fermare o rallentare centrali in Ungheria, Romania e Bulgaria, con criticità simili in Croazia. In Italia, sono state segnalate difficoltà per alcune centrali a gas sul Po e per l’idroelettrico, con il primo semestre che si è chiuso con una produzione in calo del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen, ha valutato la situazione energetica europea come stabile, senza rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti, ma ha definito la situazione tesa.
