In Breve
- Qual è il piano di trasformazione della Rai?
- La Rai sta diventando una digital media company con investimenti significativi in ristrutturazione e innovazione.
- Cosa prevede il piano immobiliare della Rai?
- Prevede investimenti di mezzo miliardo di euro fino al 2032 per ristrutturare e modernizzare il patrimonio immobiliare.
- Qual è la posizione della Rai riguardo ai talent?
- La Rai è aperta a progetti editoriali che coinvolgano talenti, senza porre veti sui ritorni di personalità come Amadeus.
La Rai sta attraversando un’importante fase di trasformazione, come ha illustrato il suo amministratore delegato Giampaolo Rossi. L’azienda, che ha chiuso l’esercizio in utile dopo otto anni, punta a diventare una vera e propria «digital media company» grazie a un piano di riorganizzazione e razionalizzazione dei costi.
Rossi ha sottolineato il ruolo centrale del piano immobiliare, che prevede investimenti per mezzo miliardo di euro fino al 2032. Questo piano include la ristrutturazione e modernizzazione di un patrimonio immobiliare di circa 750.000 metri quadrati, con un’età media di 40 anni. Tra le novità, spicca la costruzione di un nuovo centro di produzione a Milano e l’apertura di due nuovi studi televisivi a Saxa Rubra, progettati per ospitare tecnologie all’avanguardia.
In merito alle repliche estive del programma Report, Rossi ha chiarito che la sospensione riguarda solo le repliche, mentre le puntate nuove continueranno a essere trasmesse. Questa decisione è stata presa «a tutela del brand» in risposta a un’inchiesta giudiziaria e al clima del dibattito mediatico attuale.
Rossi ha anche commentato la situazione della commissione di Vigilanza, affermando che la sua assenza non impedisce il funzionamento dell’azienda, ma crea un «scenario non tranquillo». Ha fatto riferimento a una lettera del ministro, ritenuta legittima, che sottolinea l’importanza di rispettare i vincoli del contratto di servizio.
In un contesto di mercato competitivo, Rossi ha negato l’esistenza di una «fuga» di talenti dalla Rai, evidenziando invece la vivacità del mercato e i normali movimenti di professionisti. Ha confermato che l’azienda è aperta al ritorno di personalità come Amadeus, a patto che ci siano progetti editoriali validi.
Riguardo alla programmazione, Rossi ha accolto con interesse la proposta di Pier Silvio Berlusconi di anticipare l’inizio della prima serata. Attualmente, la Rai inizia intorno alle 21.40, mentre Mediaset si attesta su orari più tardi. Inoltre, ha commentato la proposta di Urbano Cairo riguardo a una quota di canone per emittenti commerciali, ritenendola di difficile attuazione.
Rossi ha anche messo in luce la questione delle risorse per il servizio pubblico, evidenziando che il canone Rai è tra i più bassi in Europa, mentre la produzione di contenuti è notevole. Ha sottolineato che il canone è rimasto sostanzialmente invariato dal 2015-2016, mentre i vincoli e i costi aumentano, rendendo necessaria una riflessione sulle risorse per garantire la competitività dell’azienda.
Infine, Rossi ha presentato il nuovo canale Italiana, concepito come un contenitore per raccontare il territorio e le identità nazionali. Ha concluso la sua intervista affermando che chi succederà alla sua guida troverà una Rai più strutturata e solida rispetto al passato.
