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Il Pontefice invita la Fraternità San Pio X a rinunciare alle ordinazioni episcopali

Papa e Fraternità San Pio X

In Breve

Qual è l'appello del Papa alla Fraternità San Pio X?
Il Papa ha chiesto alla Fraternità di rinunciare alle ordinazioni episcopali per evitare un atto scismatico.
Quanti membri ha la Fraternità San Pio X?
La Fraternità conta circa 720 sacerdoti e quasi mezzo milione di fedeli nel mondo.
Cosa è successo nel 1988 con la Fraternità?
Nel 1988, Lefebvre consacrò quattro vescovi, un atto definito scismatico da Papa San Giovanni Paolo II.

Il Pontefice ha rivolto un appello ai membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché rinuncino alle ordinazioni episcopali previste per il 1° luglio a Ecône, in Svizzera. Il Papa ha sottolineato che un atto scismatico priverebbe i fedeli della ricezione lecita e, in taluni casi, anche valida dei sacramenti. Nonostante questo richiamo, la Fraternità ha dichiarato l’intenzione di procedere con le consacrazioni.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, conta attualmente circa 720 sacerdoti, 700 chiese e quasi mezzo milione di fedeli nel mondo. La sua nascita è stata motivata dalla richiesta di una formazione sacerdotale tradizionale e dalla volontà di preservare la liturgia secondo il Messale del 1962, rispondendo a una visione che si distacca dalle riforme del Concilio Vaticano II. Inizialmente, la Fraternità ricevette un riconoscimento canonico come pia unio dal vescovo di Friburgo, François Charrière.

Negli anni Settanta, il rapporto tra la Fraternità e la Santa Sede si deteriorò. Nel 1975, il riconoscimento canonico fu revocato e l’istituzione fu soppressa. Nonostante il divieto, nel 1976 Lefebvre ordinò sacerdoti, venendo sospeso a divinis. Un momento cruciale si verificò nel 1988, quando Lefebvre consacrò quattro vescovi, un gesto che Papa San Giovanni Paolo II definì un atto scismatico, sanzionato con la scomunica automatica prevista dal diritto canonico.

Nonostante la morte di Lefebvre nel 1991, la Fraternità ha continuato le sue attività. Negli anni successivi, la Santa Sede ha compiuto gesti di apertura, come nel 2007 con il motu proprio Summorum Pontificum, che ha liberalizzato l’uso della messa tradizionale latina. Nel 2009, furono revocate le scomuniche contro i quattro vescovi lefebvriani. Durante il pontificato successivo, ai sacerdoti della Fraternità sono state concesse facoltà per l’amministrazione delle confessioni durante il Giubileo straordinario della Misericordia, poi prorogate stabilmente, e sono state previste modalità per il riconoscimento di alcuni matrimoni celebrati da sacerdoti della Fraternità con l’autorizzazione competente.

Dopo l’annuncio delle nuove consacrazioni, il confronto tra la Fraternità e la Santa Sede è ripreso. Il Pontefice, parlando a Castel Gandolfo, ha osservato che “per la Chiesa la divisione è un punto doloroso” e ha aggiunto che, se la Fraternità non accetta alcuni elementi fondamentali della Chiesa, “noi dobbiamo andare avanti”. Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della San Pio X, ha risposto ringraziando per la sollecitudine paterna, senza annunciare un passo indietro, esprimendo il desiderio di incontrare il Pontefice per manifestare la volontà di servire la Chiesa. “Non è troppo tardi”, ha affermato, sottolineando l’autenticità della sua intenzione.

I presunti vescovi che dovrebbero essere ordinati sono don Pascal Schreiber (svizzero), don Michael Goldade (statunitense), don Michel Poinsinet de Sivry (francese) e don Marc Hanappier (francese). La Fraternità San Pio X è presente in cinque continenti e dispone anche di un ramo di Fratelli Religiosi e di Suore Oblate che assistono i sacerdoti nelle varie comunità.

redazione

Autore della redazione di Prima Economia.

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