In Breve
- Quanti posti di lavoro potrebbero essere tagliati da Volkswagen?
- Fino a 100.000 posti di lavoro a livello globale.
- Quando sarà presentato il piano di riorganizzazione?
- Il piano sarà presentato il 9 luglio al consiglio di sorveglianza.
- Quali stabilimenti sono a rischio chiusura?
- I stabilimenti di Hannover, Zwickau, Emden e Neckarsulm.
Volkswagen si prepara a una significativa riorganizzazione che potrebbe comportare la riduzione di fino a 100.000 posti di lavoro a livello globale nei prossimi anni. Questa cifra rappresenta il doppio delle 50.000 uscite già annunciate a marzo dall’amministratore delegato Oliver Blume, con scadenza fissata per il 2030.
Il piano, che sarà presentato al consiglio di gestione e discusso dal consiglio di sorveglianza il 9 luglio, mira a comprimere i costi fissi per un totale di 11 miliardi di euro entro il 2030 e a ridurre gli investimenti di circa il 15% nei prossimi cinque anni, portandoli a 130 miliardi di euro. Attualmente, il gruppo impiega circa 657.000 persone in tutto il mondo.
Tra i principali cambiamenti previsti, quattro stabilimenti sono considerati a rischio chiusura: tre impianti Volkswagen situati a Hannover, Zwickau ed Emden e lo stabilimento Audi di Neckarsulm. Queste misure si inseriscono in un contesto di profonda trasformazione tecnologica e competitiva, in cui la transizione verso i veicoli elettrici, la crescente concorrenza cinese e il rallentamento della domanda europea giocano un ruolo cruciale.
Nel 2025, gli utili netti del gruppo sono scesi a 6,9 miliardi di euro, quasi la metà rispetto all’anno precedente, evidenziando una perdita di quote di mercato in Cina a favore di produttori locali come BYD e Geely. Nel primo trimestre del 2026, le vendite in Cina sono diminuite del 15%, mentre negli Stati Uniti il calo è stato del 20%, anche a causa dei dazi imposti.
Nonostante queste sfide, la Volkswagen deve affrontare anche vincoli contrattuali e la presenza di forti rappresentanze sindacali, tra cui un accordo di tutela dell’occupazione valido in Germania almeno fino al 2030. Questi fattori possono rallentare o modificare i tempi e le modalità di eventuali interventi sugli stabilimenti.
Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che i temi sono attualmente allo studio degli organi competenti e che non è possibile anticipare l’esito del processo. Ha inoltre sottolineato che l’intero gruppo, compresi marchi e controllate, deve affrontare una profonda trasformazione per adattarsi alle nuove sfide del mercato.

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