In Breve
- Cos'è la Carta Alimentare "Dedicata a te"?
- È un contributo alimentare di 1.000 euro per le famiglie italiane in difficoltà, erogato in due tranche.
- Chi può beneficiare della Carta Alimentare?
- La misura è destinata a nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro, ma non tutti i requisiti garantiscono l'assegnazione.
- Quando sarà accreditato il contributo?
- La prima tranche sarà accreditata dal 4 novembre 2026, la seconda è prevista per aprile 2027.
Il governo italiano ha annunciato l’introduzione della Carta Alimentare “Dedicata a te”, un’iniziativa che prevede un contributo totale di 1.000 euro per le famiglie in difficoltà economica. Questo sostegno sarà erogato in due tranche: la prima, di 500 euro, sarà accreditata a partire dal 4 novembre 2026, mentre la seconda tranche è prevista per aprile 2027.
La misura, che ha un carattere biennale, è destinata a circa 1,1 milioni di nuclei familiari, selezionati automaticamente senza necessità di presentare domanda. Tuttavia, è importante notare che il semplice possesso dei requisiti non garantisce l’assegnazione del contributo. Secondo i dati forniti dall’INPS nel 2025, i nuclei con un ISEE inferiore a 15.000 euro erano 5,6 milioni; limitando l’analisi alle famiglie con almeno tre componenti, si stima che circa 2,89 milioni di esse rientrino in questa fascia. Pertanto, il sostegno arriverà a circa quattro nuclei su dieci, escludendone sei su dieci.
Il finanziamento della misura è stato garantito da un miliardo di euro, come previsto dalla legge di Bilancio 2026. Il decreto ministeriale che regola l’assegnazione è stato adottato a fine giugno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto. La presentazione della misura al Ministero dell’Agricoltura è avvenuta dopo la pausa estiva.
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha chiarito che non vi è alcun legame tra la data della seconda erogazione e le possibili elezioni anticipate, sottolineando che la scelta di aprile è stata fatta per “concentrare gli interventi in una fase di difficoltà”. Lollobrigida ha inoltre descritto il contributo come un “aiuto alle imprese” produttrici di cibo di qualità, ponendo l’accento sulla preferenza per i prodotti italiani e le filiere nazionali.
L’assegnazione della carta è gestita in modo automatico: l’INPS elabora gli elenchi dei potenziali beneficiari e li trasmette ai Comuni, che si occupano di verificare la posizione anagrafica e le eventuali incompatibilità con altre misure di sostegno. Solo dopo questa fase, l’INPS invia i nominativi a Poste Italiane per l’erogazione.
Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha dichiarato che “è lo Stato ad andare incontro alle famiglie, e non il contrario”, mentre la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha evidenziato la possibilità di gestire l’emissione della carta senza che i cittadini debbano presentare una domanda specifica.
Tuttavia, l’accesso alla Carta Alimentare è limitato: non possono beneficiarne i percettori dell’assegno di inclusione o di altri sussidi contro la povertà, i titolari di Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione e misure analoghe. Anche i nuclei monocomponenti, inclusi gli anziani in difficoltà, non rientrano nella platea ordinaria. Solo in casi eccezionali, i Comuni potranno destinare eventuali carte rimaste a nuclei unipersonali in stato di bisogno.
La carta consente l’acquisto di prodotti alimentari specifici, come pasta, riso, olio e prodotti freschi, con un’attenzione particolare alle produzioni delle filiere italiane e ai prodotti DOP e IGP. L’obiettivo è quello di sostenere agricoltori, allevatori e imprese agroalimentari. È stata confermata una convenzione con la grande distribuzione che prevede uno sconto del 15% nei supermercati aderenti, sottoscritta da Federdistribuzione, Ancc Coop, Ancd Conad e Lidl.
Per attivare la carta, sarà necessario effettuare il primo acquisto entro il 16 novembre 2026. La misura, introdotta nel 2023, ha già visto stanziamenti complessivi che ammontano a 2,7 miliardi di euro.
