In Breve
- Qual è l'inflazione acquisita per il 2026?
- L'inflazione acquisita per il 2026 è stimata al 2,9%.
- Quando sarà fissata la percentuale definitiva per la rivalutazione delle pensioni?
- La percentuale definitiva sarà fissata dal decreto del ministero dell'Economia, atteso nella seconda metà di novembre.
- Qual è l'importo della pensione minima per il 2026?
- Il trattamento minimo previsto per il 2026 è di 611,85 euro.
Le pensioni per il 2027 potrebbero essere rivalutate sulla base di un’inflazione acquisita per il 2026 stimata al 2,9%, secondo i dati preliminari di agosto. La percentuale definitiva verrà fissata dal decreto del ministero dell’Economia, atteso generalmente nella seconda metà di novembre.
Nel mese di agosto, l’indice dei prezzi al consumo ha mostrato un incremento dello 0,5% rispetto al mese precedente e un aumento del 3,3% su base annua. Questo tasso annuo, che è salito dal 2,9% di luglio, rappresenta il livello più alto degli ultimi tre anni. L’aumento è principalmente attribuibile all’incremento dei prezzi dei beni energetici, la cui variazione annua è passata dall’11,6% di luglio al 17% di agosto. In particolare, i beni energetici non regolamentati, come carburanti e mercato libero, hanno registrato un incremento del 16,9%, mentre quelli regolamentati, come le tariffe luce e gas nel mercato tutelato, hanno visto un aumento del 18,8%. Inoltre, i costi della benzina sono aumentati del 16,3% e quelli del gasolio del 26,7%. Anche le spese per abitazione, acqua ed elettricità sono aumentate dell’8,9%, così come i trasporti, che hanno registrato un incremento del 6,1%. Tuttavia, i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona hanno mostrato un rallentamento, mentre i prezzi alimentari sono rimasti stabili, con un incremento annuo dell’1,1%.
Per quanto riguarda le fasce pensionistiche, il trattamento minimo previsto per il 2026 è di 611,85 euro. La rivalutazione piena sarà applicata per i trattamenti fino a quattro volte il minimo; per le fasce superiori, l’adeguamento sarà parziale: il 90% per i trattamenti tra quattro e cinque volte il minimo e il 75% per quelli superiori a sei volte il minimo. Con un tasso del 2,9%, gli assegni fino a 2.447,40 euro (quattro volte il minimo) beneficeranno della rivalutazione piena; la pensione minima passerà da 611,85 a 629,59 euro, con un incremento di circa 18 euro.
Ecco alcuni esempi indicativi con il tasso acquisito al 2,9%: un assegno di 800 euro diventerà 823,20 euro (+23,20); 900 euro diventeranno 926,10 euro (+26,10); 1.000 euro diventeranno 1.029 euro (+29); e 2.000 euro saliranno a 2.058 euro (+58). Per gli importi superiori a 2.447,40 euro, la rivalutazione sarà applicata parzialmente sugli scaglioni: 2.500 euro diventeranno 2.572,34 euro (+72,34); 3.000 euro diventeranno 3.085,39 euro (+85,39); e 3.500 euro saliranno a 3.596,48 euro (+96,48). È importante notare che questi importi sono indicativi e dipendono dalla conferma del tasso acquisito; non rappresentano aumenti definitivi.
Inoltre, dal 1° gennaio 2027, scatterà anche l’adeguamento alla speranza di vita, con un mese in più nei requisiti di accesso: per la pensione anticipata contributiva, il requisito sarà di 64 anni e 1 mese; per la pensione di vecchiaia, 67 anni e 1 mese; e per l’anticipata ordinaria, 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Un ulteriore passaggio, previsto per il 2028, porterà a un incremento complessivo di tre mesi: l’anticipata contributiva a 64 anni e 3 mesi, la vecchiaia a 67 anni e 3 mesi; e l’anticipata ordinaria a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.
