In Breve
- Cosa diventerà la villa confiscata a Palermo?
- Diventerà un International Youth Centre con servizi per giovani e opportunità di lavoro.
- Quali servizi offrirà il centro?
- Offrirà un ostello sociale, sale per incontri, formazione e una sartoria.
- Quando sarà presentato il progetto alla città?
- La presentazione è prevista per il 18 dicembre 2026.
Una storica villa di Palermo, un tempo dimora del costruttore Francesco Zummo, sta per rinascere come International Youth Centre, un centro dedicato ai giovani che offrirà 22 posti letto per scambi culturali e formazione. La presentazione ufficiale alla città è prevista per il 18 dicembre 2026, mentre i lavori di ristrutturazione sono iniziati a settembre 2026.
Questo immobile, di proprietà del Comune, è stato assegnato all’associazione InformaGiovani APS ETS, che dal 2001 opera a Palermo con l’obiettivo di promuovere l’informazione e l’occupazione giovanile. L’investimento previsto per il primo triennio è di circa 1,5 milioni di euro, con la prospettiva di creare tra 20 e 25 posti di lavoro permanenti.
Il progetto, pur non ricevendo fondi europei diretti, beneficia di programmi dell’Unione Europea per altre attività e sta cercando collaborazioni con fondazioni private. La sostenibilità economica è un aspetto centrale: accanto alle attività gratuite, il centro offrirà servizi non profit come un ostello sociale, sale per incontri e formazione, e una sartoria. I proventi di queste attività saranno reinvestiti per sostenere le iniziative del centro e per la sua gestione.
L’ostello, con tariffe sociali, sarà rivolto a gruppi del Terzo settore, scuole e associazioni italiane e straniere, garantendo spazi gratuiti per chi non ha risorse e tariffe calmierate per gli altri. La sartoria, avviata dall’associazione San Giovanni Apostolo, offrirà servizi di riparazione e restyling, fungendo anche da percorso formativo per persone in difficoltà.
Il progetto prevede l’inserimento lavorativo tramite tirocini retribuiti, con priorità per i residenti della circoscrizione e le giovani donne. Collaboreranno anche Caritas, i servizi sociali e l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni per individuare i partecipanti ai tirocini.
La villa, che si estende su circa 500 metri quadrati e dispone di un’area verde di 2.000 metri quadrati, ospiterà sportelli Informagiovani, Eurodesk e il Centro della rete Europe Direct. Inoltre, saranno organizzati laboratori socioeducativi, sportivi e ambientali, attività di counselling e un orto sociale, con l’obiettivo di offrire servizi gratuiti a oltre 450 giovani all’anno, con particolare attenzione a chi vive situazioni di vulnerabilità.
Tra i partner del progetto figurano diverse organizzazioni, come San Giovanni Apostolo, la Caritas diocesana, e il Club Alpino Italiano, che contribuiranno a diverse attività, dalla cybersicurezza alla prevenzione della violenza di genere.
Il centro avrà anche una dimensione internazionale grazie a IGNet, una rete di 24 organizzazioni in 21 Paesi, che utilizzerà l’ostello per scambi, formazione e volontariato. Questo progetto segna una nuova vita per un immobile che porta con sé la storia del sacco di Palermo, un periodo di profonda crisi sociale e economica.
La confisca della villa, avvenuta il 1° dicembre 2020, è stata disposta dalla Corte d’appello di Palermo e ha riguardato un patrimonio stimato in circa 150 milioni di euro, considerato frutto di un’operazione mafiosa. Negli spazi aperti al pubblico sarà allestito un percorso per immagini che racconterà la transizione dal sacco di Palermo al riscatto civile, disponibile per scuole e visitatori.
Il successo di questa iniziativa sarà misurato dalla capacità di garantire continuità ai servizi e di trasformare il recupero dell’immobile in opportunità occupazionali sostenibili.
