In Breve
- Qual è il valore degli investimenti nel private equity nel secondo trimestre del 2026?
- Il valore complessivo degli investimenti è sceso a 419,9 miliardi di dollari.
- Quali sono le principali ragioni del rallentamento nel mercato del private equity?
- Le ragioni includono tensioni geopolitiche, incertezze legate all'intelligenza artificiale e difficoltà tra venditori e acquirenti.
- Come si sta evolvendo la raccolta di capitale nel private equity?
- La raccolta di capitale ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, con un aumento del 17% rispetto al 2025.
Il mercato globale del private equity entra nella seconda metà del 2026 con segnali contrastanti. Gli investimenti e le dismissioni hanno subito un rallentamento nel secondo trimestre, mentre la raccolta di capitale continua a crescere, ma si concentra sempre di più nei grandi operatori.
Il valore complessivo delle operazioni di investimento è sceso del 22,8% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 419,9 miliardi di dollari. Questo rappresenta il livello trimestrale più basso dal secondo trimestre del 2024. Tuttavia, il numero di operazioni è aumentato del 2,2%, raggiungendo un totale di 5.672 deal, suggerendo una riduzione della taglia media delle operazioni.
Le ragioni di questo rallentamento sono molteplici e includono tensioni geopolitiche, incertezze legate all’intelligenza artificiale e un raffreddamento del mercato dei megadeal. Inoltre, permane una difficoltà nel trovare un punto di incontro tra le aspettative di venditori e acquirenti.
Le exit hanno registrato una contrazione del 19,7% nel trimestre, scendendo a 275,2 miliardi di dollari con 948 operazioni. Il ritmo delle dismissioni dall’inizio dell’anno è sostanzialmente in linea con quello del 2025, limitando la redistribuzione del capitale agli investitori istituzionali.
In questo contesto, molti investitori ricorrono a strumenti alternativi, come i continuation fund, operazioni sul mercato secondario e ricapitalizzazioni, per generare liquidità senza dover vendere immediatamente gli asset.
La raccolta di capitale dall’inizio dell’anno ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, circa il 17% in più rispetto al 2025. Tuttavia, il numero di fondi chiusi è molto più basso, con soli 310 fondi, il che, se confermato, porterebbe il totale annuo al livello più basso di oltre un decennio, con una flessione di circa il 25% su base annua.
Nonostante queste difficoltà, gli investitori istituzionali continuano a mostrare interesse per il private equity, ma tendono a privilegiare gestori con esperienza consolidata e capacità di creare valore operativo. Questo favorisce una concentrazione del mercato a vantaggio dei principali operatori, rendendo più difficile la raccolta per i fondi più piccoli.
I gestori, quindi, si concentrano su società con modelli resilienti e forte generazione di cassa, prestando particolare attenzione a settori come software, cybersecurity, infrastrutture digitali e healthcare. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di investimento: non solo come settore d’investimento, ma anche come leva per migliorare l’efficienza operativa e incrementare la redditività delle partecipate.
Infine, sul fronte delle valutazioni, il mercato mostra segnali di stabilizzazione rispetto alla correzione 2022-2024. Si osserva una marcata differenziazione tra asset di qualità e comparti più ciclici; i multipli appaiono ora più coerenti con il contesto dei tassi e delle prospettive di crescita globale. Le aziende tecnologiche più innovative continuano a registrare valutazioni superiori alla media.
