In Breve
- Qual è la situazione attuale a Ceuta?
- Circa 72.000 migranti sono entrati illegalmente a Ceuta, con 75 vittime accertate.
- Quali misure sono state proposte dai ministri dell'Interno dell'Ue?
- Intensificare i rimpatri, rafforzare le frontiere e instaurare partenariati con Paesi terzi.
- Che ruolo ha Frontex nella crisi migratoria?
- Frontex sarà dotato di un nuovo mandato per gestire la situazione dopo la pausa estiva.
Durante una recente videoconferenza, i ministri dell’Interno dell’Unione Europea hanno affrontato la crescente crisi migratoria che ha colpito Ceuta, un’exclave spagnola in Nord Africa. I partecipanti hanno concordato sull’urgenza di intensificare gli sforzi per combattere le reti di trafficanti, potenziare i rimpatri e rafforzare le frontiere esterne dell’Unione, nonché di instaurare partenariati con Paesi terzi.
La situazione è allarmante: dall’inizio della crisi, circa 72.000 migranti sono entrati illegalmente a Ceuta, di cui 70.000 sono già rientrati in Marocco. Le autorità locali hanno confermato 75 vittime accertate, dopo il recupero di tre corpi nelle acque antistanti, mentre fonti locali segnalano fino a 88 corpi recuperati, con almeno 11 vittime dichiarate dal Marocco.
Tra le misure discusse, si è parlato dell’adozione di una forte condizionalità nei confronti dei Paesi terzi che rifiutano la riammissione dei propri cittadini. Inoltre, è stata proposta la preparazione di un nuovo mandato per Frontex, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne, da adottare dopo la pausa estiva. Si è anche discusso del rafforzamento del supporto operativo sul campo e dell’adozione di infrastrutture fisiche nei punti critici.
Sei Stati membri stanno collaborando con Paesi terzi per sviluppare hub per i rimpatri, mentre il progetto bilaterale tra Italia e Albania è stato distinto da queste iniziative collettive. È stato introdotto anche il concetto di “Paese terzo sicuro” per gestire le procedure d’asilo al di fuori dell’Unione Europea, insieme alla proposta di un regime di sanzioni globale contro i trafficanti di migranti.
Dal punto di vista politico, il ministro dell’Interno italiano ha sottolineato l’importanza di una coerenza tra cooperazione economica e sicurezza/migrazione, richiamando strumenti come il nuovo Regolamento sul Sistema delle Preferenze Generalizzate, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Il commissario Ue agli Affari interni ha dichiarato che la situazione sul terreno è sotto controllo e ha rassicurato che l’area Schengen non è stata colpita, pur evidenziando la necessità di valutare eventuali reintroduzioni temporanee dei controlli di frontiera secondo il nuovo codice Schengen.
Inoltre, sono state indicate come prioritarie l’implementazione di sistemi di allerta precoce, il contrasto alla disinformazione in collaborazione con Europol e lo smantellamento delle reti di trafficanti.
Il ministro dell’Interno spagnolo ha ribadito lo status speciale di Ceuta nell’ambito Schengen, affermando che nessuno è uscito dall’exclave senza controlli documentali e definendo sproporzionata la decisione italiana di ripristinare controlli interni. La Danimarca ha espresso un giudizio positivo sulla risposta spagnola, sottolineando l’importanza del controllo delle frontiere dell’Ue.
