Economia

Mutui in Italia: Aumento dei Costi per i Nuovi Contratti

Aumento dei costi dei mutui in Italia

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i mutui in Italia?
L'aumento medio dei costi per i nuovi contratti di mutuo in Italia è fino a 540 euro all'anno.
Cosa ha causato l'aumento dei tassi di interesse?
L'aumento dei tassi di interesse è stato causato dalla risalita dell'Irs e dell'Euribor, oltre all'innalzamento dei tassi ufficiali della BCE.
Quali sono le prospettive future per i tassi di interesse?
Le prospettive future indicano un ulteriore aumento dei tassi di interesse, con possibili ripercussioni sui costi dei mutui.

Un’analisi recente ha rivelato che chi stipula un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre 2026 si troverà a fronteggiare un costo complessivo significativamente più elevato rispetto a chi ha firmato il contratto a febbraio dello stesso anno. La differenza può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni, corrispondente a circa 540 euro all’anno.

Questo confronto è stato effettuato considerando due mutui con lo stesso importo e durata, ma stipulati in momenti diversi, e applicando un mix ponderato delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, con l’85% che opta per un tasso fisso e il 15% per un tasso variabile. L’esborso complessivo stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si attesta a 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate.

Il peggioramento dei costi è attribuibile all’aumento dei tassi di interesse, sia dell’Irs, che è il riferimento per i mutui a tasso fisso, sia dell’Euribor, utilizzato per i mutui a tasso variabile. In particolare, la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi ufficiali il 10 settembre, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Questa decisione è stata motivata dalle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

Analizzando i dettagli, nel segmento a tasso fisso, il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Di conseguenza, la rata mensile è aumentata da 615 euro a circa 650 euro, e il rimborso complessivo è passato da 184.577 euro a 195.034 euro, con un incremento medio di 10.457 euro, pari a circa 418 euro all’anno. Per quanto riguarda il tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi, passando dal 2,58% di febbraio (rata 589 euro) al 3,24% di ottobre (rata 632 euro, +43 euro).

Le proiezioni a lungo termine indicano che il tasso variabile potrebbe salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a circa 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un extra-costo di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati dai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, corrispondente a 1.227 euro all’anno.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha osservato che “tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico rimangono elevate e questo porterà ad un aumento dei costi”. Questi extra-costi potrebbero tradursi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, in un contesto in cui la situazione reddituale delle famiglie italiane non ha ancora assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Questa situazione potrebbe riflettersi in una contrazione delle erogazioni, con le compravendite di abitazioni che hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre del 2026.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato altri extra-costi attesi per l’autunno 2026 per una famiglia media: un aumento della spesa per carburante di 324 euro (con un consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), una bolletta elettrica più alta di 114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e un incremento della bolletta del gas di 180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

redazione

Autore della redazione di Prima Economia.

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